Il test per l'accertamento/esclusione di paternità
Test di paternità

CHE COS’È IL TEST DI PATERNITA’ MEDIANTE IL DNA?

È un test di laboratorio estremamente sensibile e preciso che permette di identificare un profilo genetico specifico per ciascun individuo, paragonabile ad un’impronta digitale, con cui analizzare legami biologici tra soggetti diversi. Ciascun profilo è composto da 15 marcatori genetici ognuno caratterizzato da un elemento (allele) ereditato dalla madre ed uno trasmesso dal padre.

Nel caso di un’indagine di paternità, gli elementi del profilo genetico del figlio/a ereditati dal padre, identificato per esclusione di quelli di origine materna, vengono confrontati con quelli identificati nel profilo genetico del presunto padre e, se tutti presenti, confermano la paternità biologica. 

COS’É LA PROBABILITÀ DI PATERNITÀ?

È il parametro statistico che stabilisce il livello di certezza della paternità o della sua esclusione. Solitamente supera il 99%, valore considerato probante anche legalmente.

QUANDO VIENE ESCLUSA LA PATERNITÀ?

Quando il profilo genetico del figlio/a non corrisponde (non è compatibile) a quello del presunto padre. Per escludere la paternità è sufficiente un’incompatibilità per 3 dei 15 marcatori genetici compresi nell’analisi. 

LA METODICA

Il test dopo la nascita viene eseguito, dopo aver raccolto il consenso di entrambi i partner, su un campione di sangue o della mucosa buccale prelevato utilizzando un tampone strofinato sulla superficie interna della guancia. Il DNA estratto dal campione è quindi analizzato con metodiche di amplificazione genica e sequenziamento che identificano le varianti individuali di 15 marcatori genetici, comprendenti D3S1358, TH01, D21S11, D18S51, D19S433, D5S818, D13S317, D7S820, D16S539, CSF1PO, Amelogenina, VWA, D8S1179, TPOX, FGA. I profili genetici così ottenuti vengono confrontati tra di loro e, in caso di compatibilità figlio/a-presunto padre, si calcola la probabilità di paternità utilizzando la formula di Essen-Moller sulla base delle frequenze alleliche di una popolazione di soggetti italiani.                     

È possibile effettuare l’analisi durante la gravidanza, analizzando tessuti fetali ottenuti mediante villocentesi o amniocentesi. Le procedure invasive vengono proposte quando la donna desidera effettuare anche un’indagine cromosomica fetale.

ANALISI NON INVASIVA DI PATERNITÀ DURANTE LA GRAVIDANZA

Recentemente, è diventato possibile identificare frammenti di DNA fetale nel plasma materno ed analizzare la paternità in epoca prenatale mediante metodiche non invasive, che non richiedono né villocentesi né l’amniocentesi, bensì solo un prelievo di sangue della madre dalla 10^ settimana di gestazione ed un campione del DNA della coppia. Questa procedura viene proposta quando la donna desidera effettuare esclusivamente l’accertamento di paternità.

Il tipo di test, le sue indicazioni e le potenziali implicazioni vengono sempre discusse e definite durante un colloquio preliminare con gli specialisti del nostro gruppo. Gli esiti di un test di paternità possono essere talvolta inaspettati e dar luogo ad importanti implicazioni psicologiche, modificando i precedenti equilibri relazionali con conseguenze, in alcuni casi, anche molto dolorose.  Per questo motivo, al momento della richiesta può essere programmata una consulenza psicologica per meglio valutare la domanda e le motivazioni che spingono a chiedere un test di paternità e prevenire possibili disagi. A seconda delle potenziali implicazioni del caso è anche disponibile una consulenza legale.